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giovedì 13 dicembre 2012


FESTA DI SANT’AGATA

  Dal 3 al 5 febbraio Catania dedica a Sant’Agata, patrona della città, una grande festa. Un fercolo d'argento “a vara”, con un busto contenente le reliquie della Santa, viene instancabilmente seguito in processione da centinaia di cittadini “devoti”, vestiti con il tradizionale “sacco” ( tunica bianca stretta da un cordone, cuffia nera, fazzoletto e guanti bianchi ), aggrappati a due cordoni di oltre 100 metri. La vara è seguita da undici "cerei" o "cannalori", alte colonne di legno che rappresentano le corporazioni delle arti e dei mestieri della città.

mercoledì 12 dicembre 2012

Il formaggio "ragusano"

Il formaggio ragusano
Storicamente detto "caciocavallo ragusano", è uno dei formaggi più antichi dell'isola.
Si pensa che il nome derivi dall'asciugatura a cavalcioni di un'asse e dal nome della zona di produzione: Ragusa.
La stagionatura avviene in locali freschi, umidi e ventilati a volte "interrati", detti maizzè.
Una fama antica e solida accompagna il ragusano: già nel '400 il Ragusano era oggetto di un commercio fiorente oltre i confini del Regno di Sicilia.
Il ragusano è un blocco di formaggio dalla forma inusuale di parallelepipedo, di notevole peso (dai 10 ai 16 chlogrammi), che porta evidenti i segni delle corde con cui viene legato e appeso al soffitto per stagionare.
Dopo un attenta lavorazione si ottiene una massa filante che viene inseguito modellata con due tavolette, finché raggiunge la classica forma di parallelepipedo. Al termine il formaggio viene messo in salamoia e poi a stagionare.
Il ragusano ha crosta dura, sottile, liscia, compatta, di colore giallo dorato. Si caratterizza inoltre per una complessità di sapori e di profumi che aumentano con il passare del tempo: il miglior Ragusano ha dagli otto ai ventiquattro mesi di stagionatura.

mazara del vallo



Mazara del Vallo (C.A.P. 91026) dista 132 Km. da Agrigento, 204 Km. da Caltanissetta, 331 Km. da Catania, 239 Km. da Enna, 379 Km. da Messina, 119 Km. da Palermo, 268 Km. da Ragusa, 349 Km. da Siracusa, 54 Km. da Trapani alla cui provincia appartiene.

Il comune conta 52.035 abitanti e ha una superficie di 27.559 ettari per una densità abitativa di 189 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea pianeggiante, posta a 8 metri sopra il livello del mare.
Il municipio è sito in piazza della Repubblica.
È uno dei principali centri siciliani per la pesca d'altura e contribuisce per il 20% al prodotto nazionale del settore. Tra i prodotti agricoli ricordiamo: ortaggi, agrumi, olive, uva da mosto e da tavola.
Antico porto fenicio, posto alla foce del fiume Mazaro, è un importante porto fin dall'antichità. Diviene fra il VI e V secolo a.C. emporio, viene presa dai cartaginesi e poi dai Romani. Occupata dagli Arabi ha un intenso sviluppo e viene eletta Capoluogo del Vallo di Mazara. Sotto il conte Ruggero D'Altavilla viene elevata a vescovado e accoglie nel 1097 il primo Parlamento normanno di Sicilia.

L'Arco Normanno
Tra il '600 e il '700 ci fu l'edificazione e la riedificazione dei grandi impianti religiosi e la ristrutturazione barocca delle principali piazze, con cui si definì il volto urbanistico della città.
Nel settore monumentale di notevole importanza sono: la Cattedrale barocca, ricostruita sul vecchio tempio normanno, che contiene numerose e pregevoli opere d'arte; la Chiesa di S.Michele, annessa al Convento benedettino, ricostruita su un antico cenobio basiliano, risulta essere una delle più belle; il Tempietto di S.Maria delle Giummare, normanno, antico cenobio basiliano, che sorge su una collina a circa 1 Km. dalla città.
Sulla costa, e specialmente nel porto canale, si osserva talvolta il fenomeno del marrobbio(sessa), consistente in un rapido ed improvviso cambiamento del livello delle acque, con escursioni anche dell'ordine del metro che avvengono in pochi minuti.


il pompelmo

oggi vi voglio parlare anche di un frutto che cresce in Sicilia.
sto parlando del pompelmo ecco tutte le informazioni utili :


Il pompelmo è un grosso agrume dalla scorza gialla e spessa, che racchiude una polpa succosissima e di sapore molto intenso, asprigno e amarognolo ma gradevole. Lo si consuma al naturale o spremuto, ed è particolarmente ricco di fibre, vitamine A, vitamina B e vitamine C. Il suo nome ha una origine che ti sorprenderà, perché viene dalla parola olandese "pompoen", che significa " grosso " e dalla parola giavanese "limoes", che significa " limone ". In pratica, pompelmo significa " grosso limone "!
Le diverse qualità
Ci sono tre varietà diverse di pompelmo: la bianca, particolarmente adatta per i succhi; la rosa, molto più dolce; e infine la rossa. Molti ritengono che la varietà più gustosa sia la bianca.
Dove cresce
Il pompelmo è coltivato in tutti i paesi a clima caldo, ma soprattutto in Israele e in Algeria. In Italia lo si coltiva per lo più in Liguria, in Campania e in Sicilia.
Quando si trova
Il pompelmo si trova facilmente tutto l'anno.
Da dove viene
Il pompelmo è originario della Malesia e della Polinesia.
Come sceglierlo e conservarlo
I pompelmi più maturi e saporiti sono quelli non troppo duri, con la scorza lucida e senza ammaccature. Si conservano abbastanza bene anche fuori dal frigo, ma è meglio mangiarli presto, perché la vitamina C si deteriora in fretta.
Perché fa bene alla salute
Perché contiene molte fibre e vitamine: mezzo pompelmo ti dà tutta la vitamina C che ti basta per un giorno, ma è anche una buona fonte di vitamine A e B.
commentate !!  Mi farebbe molto piacere sapere quale post più vi piace e che ritenete più interessante !! Potete farlo perchè si può commentare anche senza iscriversi !!

che aspettate !! =)

Siracusa


provincia della Sicilia, 2109 km², 400.764 ab. (stima 2007), 141 ab./km², capoluogo: Siracusa. Comuni: 21. Sigla: SR.

Generalità

È la meno estesa e una delle meno popolate tra le province siciliane. Confina con le province di Catania eRagusa, e occupa la parte sudorientale della regione, estendendosi a comprendere la cuspide meridionale della Sicilia fino all'isola delle Correnti, considerata il punto di separazione simbolico tra il mar Ionio e il canale di Sicilia, sui quali la provincia si affaccia rispettivamente a E e a S.

Territorio

Il territorio, prevalentemente collinare, corrisponde all'intero versante orientale della regione montuosa dei monti Iblei, che raggiungono il loro vertice altimetrico nel Siracusano con il monte Lauro (986 m). Con una serie di piattaforme, interrotte da ripide scarpate verso NE, E e SE, gli Iblei digradano fino alla fertile piana di Catania, di cui appartiene alla provincia soltanto la sezione meridionale percorsa dal fiume Gornalunga, fino alla breve piana di Siracusa e a quella spoglia e acquitrinosa di Pachino. La costa è uniforme, tranne nella parte centrale della sponda ionica, dove le estreme propaggini orientali degli Iblei si spingono sino al mare, dando origine ad alcuni vasti e ben riparati porti naturali, come quelli in cui sorgono le città di Augusta e Siracusa. I corsi d'acqua hanno portata variabile e regime spiccatamente torrentizio; i principali sono l'Anapo e il Ciane, con le rive orlate da rare piante di papiro, il Lentini, il Cassibile, l'Asinaro e il Tellaro. Le principali problematiche ambientali riguardano, oltre al rischio sismico, che ha spesso arrecato vari danni agli abitati, l'inquinamento, concentrato soprattutto nella zona del polo industriale Augusta-Priolo-Siracusa e nel circondario, e la presenza, nonostante lo splendido litorale, di vari tratti di costa non balneabili. Numerose le aree protette istituite a salvaguardia delle bellezze paesaggistiche e naturalistiche del territorio, quali la Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa, con la Fonte Ciane, dalle mitiche origini; l'Oasi Faunistica di Vendicari, con i cosiddetti “pantani”, complesso di acquitrini salmastri di elevato valore ambientale; le riserve naturali Grotta Monello, Grotta Palombara e Cavagrande del Cassibile, caratterizzate da fenomeni carsici. Le condizioni climatiche sono tipicamente mediterranee, con inverni miti e piovosi, ed estati asciutte e calde, ma mitigate dalla brezza marina. Le escursioni termiche sono assai meno ampie sui rilievi collinari, dove gli inverni permangono miti e le estati sono alquanto fresche. Le precipitazioni sono copiose sui rilievi, moderate nelle aree meno elevate e concentrate normalmente nei mesi invernali. Il processo demografico, caratterizzato da una fase di contrazione, è regolato e condizionato quasi esclusivamente dal saldo negativo del movimento naturale della popolazione, non integrato da flussi di immigrati, che permangono piuttosto esigui; a ciò si aggiunge un movimento migratorio verso altre province e verso il continente modesto se paragonato ad altre realtà isolane. Nell'ambito provinciale sono rilevanti i trasferimenti dalle aree a economia prevalentemente agricola e pastorale dell'interno, dai redditi alquanto esigui, verso le zone pianeggianti, dove sorgono i centri economicamente più sviluppati. Si va quindi accentuando sempre più lo squilibrio nella distribuzione della popolazione, che si raccoglie principalmente nel capoluogo, dove risiede circa un terzo degli abitanti della provincia, ma anche nei centri di Augusta, AvolaLentiniNotoPachino e Rosolini. Dal punto di vista viario la provincia soffre di una certa arretratezza, a causa della mancanza di una rete autostradale (è in fase di realizzazione l'autostrada Catania-Siracusa-Gela, di cui nel 2004 era percorribile soltanto il tratto Siracusa-Cassibile). Il principale asse viario è rappresentato dalla SS 114 Orientale Sicula, che collega Siracusa con Catania; dal capoluogo ha origine la SS 115 Sudoccidentale Sicula, che, correndo lungo la costa meridionale della regione, giunge fino a Trapani. Per quanto attiene ai trasporti ferroviari la provincia è attraversata dalla linea Messina-Catania-Siracusa ed è collegata a Roma, Milano e al Nordest da treni a lunga percorrenza. Dal porto di Siracusa sono attivi collegamenti con Malta.

Economia

Fiorente è l'agricoltura, con produzione di agrumi (arance e limoni, soprattutto nel circondario di Lentini eCarlentini), ortaggi, mandorle e olive nelle aree pianeggianti e collinari più fertili (specialmente nella zona di Noto e Avola); altrove sono coltivati i cereali ed è praticato l'allevamento di bovini e ovini. Diffusa è la pesca, in cui primeggiano Portopalo di Capo Passero, Avola e Marzamemi, con attrezzate flotte pescherecce. Per quanto riguarda le attività produttive, un ruolo di rilievo è svolto dal polo industriale di Augusta-Priolo-Siracusa, una delle zone industriali più attrezzate della Sicilia, e in particolare da Augusta, investita – a partire dagli anni Cinquanta del Novecento – da un vasto processo di industrializzazione. Tra gli impianti attivi prevalgono quelli della raffinazione del petrolio, che in grande quantità giunge ad Augusta e a Santa Panagia, quelli chimici, termoelettrici, meccanici, del cemento e dei materiali da costruzione, affiancati da imprese di trasformazione dei prodotti e sottoprodotti delle industrie maggiori, e di costruzione e manutenzione degli impianti. Rientra nel territorio provinciale il distretto industriale di Pachino, relativo alla produzione del pomodoro (tra cui il ciliegino) e dei meloni, che sconfina anche nella provincia di Ragusa. Discretamente sviluppato è il terziario, concentrato soprattutto nel capoluogo, ma anche ad Augusta, grazie al suo porto e alla presenza di una importante base della Marina Militare Italiana; oltre alle attività tradizionali (amministrazione, commercio ecc.) e a quelle che offrono servizi ausiliari alle imprese industriali, è in crescita il terziario avanzato. Il turismo, sia quello balneare (Brucoli, Agnone Bagni, Marina di Avola, Lido di Noto, Vendicari, Marzamemi, isole di Capo Passero e delle Correnti), sia quello culturale (in cui primeggia Noto, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO insieme ad altri centri del Val di Noto), sia quello archeologico (Siracusa, Pantalica, Noto Antica,LeontinoiMegara IbleaAkraiThapsos), è in crescita, grazie allo sviluppo di più adeguate strutture ricettive, anche se risente della mancanza di una rete viaria più funzionale.

Àvola



comune in provincia di Siracusa (23 km), 40 m s.m., 74,26 km², 31.289 ab. (avolesi), patrono: santa Venera (ultima domenica di luglio).
Cittadina situata tra le pendici dei monti Iblei e la costa ionica. Ricostruita dopo il terremoto del 1693, a poca distanza dalla città antica, presenta una struttura urbanistica che richiama lo schema delle città ideali del Rinascimento: pianta a croce, con quattro piazze alle estremità, iscritta in un esagono che definisce il perimetro dell'abitato. § Ricordata fin dall'epoca bizantina e araba, ebbe vari signori, tra cui gli Aragona Pignatelli, cui si deve la ricostruzione dell'abitato nel Settecento. § I principali monumenti della città sono la chiesa madre, dedicata a San Nicola di Bari (sec. XVIII), con corpo centrale a torre e, all'interno, un organo settecentesco di Donato del Piano; il palazzo Sutri (sec. XVIII), con un imponente portale; la chiesa di Sant'Antonio Abate (pure settecentesca), dai pregevoli stucchi rococò e affreschi; la chiesa dei Cappuccini (sec. XVI, rifatta nel sec. XVIII), che conserva, sull'altare maggiore, un pregevole dipinto di autore ignoto degli inizi del sec. XVII, Invenzione della Croce; e la fontana dei Leoni (1934), opera di Gaetano Vinci. Eleganti edifici in stile liberty (primi decenni sec. XX), abbelliscono e ingentiliscono la città. § I principali prodotti dell'agricoltura sono agrumi, mandorle, olive e uva da vino (moscato di Noto naturale DOC e il rinomato nero d'Avola). L'industria opera nei settori meccanico, alimentare e dei materiali da costruzione. Di notevole importanza sono la pesca e l'allevamento ovino e bovino. Rilevante è il turismo balneare, soprattutto nella frazione di Marina di Avola. § Ad Avola Antica è il santuario della Madonna delle Grazie, sorto sulle fondamenta dell'antico convento dei Cappuccini distrutto dal terremoto del 1693.